18) Gentile. L'attualismo.
In questa lettura il filosofo italiano traccia le linee
dell'attualismo, che prevede la coincidenza dell'atto del pensare
(o pensare in atto) con l'esperienza e la realt.
G. Gentile, Introduzione alla filosofia (1933), Sansoni, Firenze,
1952 2, pagine 19-20 (vedi manuale pagina 406).

 La filosofia attualistica  cos denominata dal metodo che
propugna: che si potrebbe definire metodo della immanenza
assoluta, profondamente diversa dalla immanenza, di cui si parla
in altre filosofie, antiche e moderne, e anche contemporanee. Alle
quali tutte manca il concetto della soggettivit irriducibile
della realt, a cui si fa immanente il principio o misura della
realt stessa. Immanentista Aristotele rispetto all'idealismo
astratto di Platone, la cui idea nella filosofia aristotelica
diviene forma della stessa natura: forma inscindibilmente connessa
con la materia, nella sintesi del concreto individuo: dal quale
l'idea, suo principio e misura, non si pu separare se non per
astrazione. Ma l'individuo naturale per la filosofia attualistica
 esso stesso qualche cosa di trascendente: perch in concreto non
 concepibile fuori di quel rapporto, in cui esso, oggetto di
esperienza,  indissolubilmente congiunto col soggetto di questa,
nell'atto del pensiero mediante il quale l'esperienza si realizza.
Tutto il realismo fino al criticismo kantiano rimane sul terreno
di trascendenza. Vi rimane ogni filosofia la quale, anche se
riduca tutto all'esperienza, questa intenda come qualche cosa di
oggettivo, e non come l'atto dell'Io pensante in quanto pensa,
realizzando la realt dello stesso Io: una realt fuori della
quale non  dato pensare nulla di indipendente e per s stante.
Questo  il punto fermo, a cui si attacca l'idealismo attuale. La
sola realt solida, che mi sia dato affermare, e con la quale deve
perci legarsi ogni realt che io possa pensare,  quella stessa
che pensa; la quale si realizza ed  cos una realt, soltanto
nell'atto che si pensa. Quindi l'immanenza di tutto il pensabile
all'atto del pensare; o, tout court, all'atto; poich di attuale,
per quel che s' detto, non c' se non il pensare in atto; e tutto
quello che si pu pensare come diverso da questo atto, si attua in
concreto in quanto  immanente all'atto stesso.
L'atto pertanto di cui si parla in questa filosofia non 
confondibile con l'atto (enrgheia) di Aristotele e della
filosofia scolastica. L'atto aristotelico  anch'esso pensiero
puro, ma un pensiero trascendente, presupposto dal nostro
pensiero. L'atto della filosofia attualistica coincide appunto col
nostro pensiero; e per questa filosofia, l'atto aristotelico,
nella sua trascendenza,  semplicemente una astrazione, e non un
atto:  logo, ma logo astratto, la cui concretezza si ha solamente
nel logo concreto, che  il pensiero che attualmente si pensa.
Non solo l'atto aristotelico, ma l'idea platonica, e in generale
ogni realt metafisica o empirica, che realisticamente si
presupponga al pensiero, , secondo l'attualismo, logo astratto,
che ha un senso soltanto nell'attualit del logo concreto. Anche
se in questo si rappresenta e ha ragione di rappresentarsi come
indipendente dal soggetto, per s stante, cosa in s, estranea al
pensiero e condizione del pensiero, si tratta sempre di logo
astratto le cui determinazioni sono sempre un prodotto
dell'attivit originaria dell'Io, che nel pensiero si attua come
concreto logo. Ogni realismo perci ha ragione; ma purch non
pretenda di esaurire tutte le condizioni del pensare. Alle quali
infatti rester sempre da aggiungere, affinch sia superata la
trascendenza e raggiunta la terra ferma dell'effettiva realt,
quella che sar la condizione fondamentale d'ogni pensabilit,
l'attivit pensante.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume I, pagine 512-513.
